Brake, l'alieno e quel venerdì sera: «Volevo raccontare un amore che non poteva esistere»
Artisti Rey

Brake, l'alieno e quel venerdì sera: «Volevo raccontare un amore che non poteva esistere»

Matteo Freni compie trentotto anni il 27 ottobre: tre giorni dopo, venerdì 30, esce «Innamorato di un Alieno», il suo primo inedito per Rey Production. Lo abbiamo intervistato prima dell'uscita.

C'è una sera, in macchina, che spiega tutto.

Il padre guida, lui è ragazzino. «Voglio farti ascoltare un brano, Mati, ma mi raccomando… ascoltalo bene. Le parole, mi raccomando.» Parte la musica. Lui si distrae, pensa ad altro, e quando arrivano a casa il padre gli chiede che ne pensi. Deve ammettere che non ha prestato attenzione. Chiede di rimetterla da capo, e stavolta non guarda più niente.

Il brano era Se io fossi un angelo di Lucio Dalla.

«Finito il pezzo ero meravigliato», racconta. «Non avevo mai sentito qualcosa di così bello, divertente e irriverente allo stesso tempo.» E poi la frase che vale tutta l'intervista:

«Da lì ho cominciato ad ascoltare le canzoni, non più a sentirle.»

«Innamorato di un Alieno» esce venerdì 30 ottobre. Si può già pre-salvare su Spotify: chi lo fa se lo ritrova nella propria libreria il giorno dell'uscita.

Il nome arriva da un amico napoletano

Matteo Freni è nato a Catania nel 1988 ed è tornato a viverci dopo oltre quindici anni in giro fra Italia ed estero. Laurea, master, stage, contratti: il percorso ordinario, fatto per bene.

Il nome d'arte, invece, nasce per caso durante i tre anni passati a Roma per finire gli studi in economia. In quel periodo conosce un gruppo di ragazzi «orfani» come lui, lontani da casa per la prima volta. Uno in particolare, un campano, durante la prima sessione di studio gli fa la domanda che gli cambierà la firma:

«Ma tu comm'è che ti chiamm?»
«Matteo. Matteo Freni.»
«Ah — disse — Brake, anzi Brakes allora potremmo chiamarti.»
«Brake», rispose lui. «Suona meglio.»

Quel gruppo, dice, «negli anni è diventato un porto sicuro di amici veri e rari».

Matteo Freni, in arte Brake, ritratto in bianco e nero mentre canta al microfono

«Volevo raccontare un amore che non poteva esistere»

«Innamorato di un Alieno» nasce da un'idea precisa. «Volevo raccontare la storia di un amore che, per quanto vero, non poteva esistere. Credo sia capitato a tutti: innamorarsi di qualcuno che non ha l'età giusta, o una prospettiva di vita simile alla tua, obiettivi diversi.»

L'alieno è la metafora. «È qualcuno che, per quanto simile, è molto diverso da te. Tanto basta perché non avvenga quello che desideri. Il classico vorrei ma non posso. E fa male, a volte. Ma ogni esperienza ci insegna qualcosa, soprattutto di noi. Quindi va bene così.»

Il brano gioca su un contrasto voluto: «Un testo leggero ma intriso di malinconia, e una musica con ritmo alto e allegra. Crea un mix che ritengo fantastico».

Una notte d'inizio agosto, la chitarra e un file Word

Il pezzo è nato in una notte di inizio agosto. «Ero con la chitarra e il mio solito file Word dove scrivo — so che usare Word sarà poco poetico, ma mi aiuta a vedere meglio il testo nel suo insieme.»

Aveva la storia e aveva la metafora, gli mancava un inizio. Poi è arrivato: ci sono ancora le rose… ed è venerdì, la pista calda e tu bella sai muoverti. Le rose a inizio agosto non tornerebbero, ammette, «ma lo sappiamo, in Sicilia tutto è possibile».

Il verso a cui è più legato arriva verso la fine: sarà una proiezione, cosa vuoi che ti dica. «Il concetto di proiezione in psicologia è molto importante oltre che interessante, ti aiuta a liberarti di certe cose. Però, come dico nella canzone, pur consapevole che magari è una proiezione, per me la festa è finita lo stesso.»

In studio: «Rey è un genio, l'ho dovuto quasi moderare»

Alla chitarra è arrivato tardi e da autodidatta. «Non vado in cerca di cose particolarmente complesse, mi interessa trovare un giro che funzioni. Il resto poi lo fanno i musicisti. Del resto non è che posso fare tutto io, giusto?»

Sulla lavorazione in studio non usa mezze misure. «Rey è un genio. Siamo entrati subito in connessione, ha capito il brano, il testo, e ci ha creduto come me. Ogni volta che tornavo in studio aveva una novità, un preziosismo, una microvariazione. A una certa l'ho dovuto quasi moderare.»

Matteo Freni, in arte Brake, ritratto in studio con la giacca di jeans su fondo grigio

Il primo via libera, però, è arrivato da casa: «La prima versione piacque molto sia a mia sorella che a mio padre. Avere un bella questa, davvero da mia sorella significava che il brano era davvero forte, stavolta».

La Bestia preparata in otto giorni

Il percorso «non è stata una linea dritta»: passione presa, mollata, ripresa. Qualche band semi improvvisata, poi il teatro, la stand up con pezzi scritti da lui, di nuovo la musica, di nuovo il teatro e i musical.

Il ricordo dal vivo più forte è recente. Gennaio 2026, ABC di Catania strapieno, prima de La Bella e la Bestia prodotta da SC Produzioni con Claudia Bazzano e Salvo Costantino. Lui era entrato nella compagnia nove giorni prima, a sostituire la Bestia ritiratasi all'ultimo.

«Era una follia allora e, se ci ripenso adesso, confermo che è stata una follia: ruolo da protagonista preparato in otto giorni. Fu un miracolo.»

Vasco, scoperto a undici anni

La lista delle ispirazioni «sarebbe infinita»: Dalla, Zucchero, De André, Pino Daniele. Ma il posto diverso ce l'ha Vasco Rossi, scoperto a undici o dodici anni. «Ne rimasi folgorato. I miei amici all'epoca non capivano. Solo cinque o sei anni dopo cominciarono a dirmi: eh, sai che Vasco è pazzesco. Eh, grazie. Io nel frattempo avevo già riascoltato qualunque cosa fosse trovabile all'epoca — non c'era ancora YouTube, dovetti cercare dischi e riedizioni.» Fuori dall'Italia, gusti retrò: Pink Floyd e Queen.

E la sua musica, come la descriverebbe a chi non l'ha mai sentita? «Come qualcosa che, senza troppe pretese, vuole per quei tre minuti distrarti da tutto e farti vivere un'emozione. Questo è una canzone, dopotutto.»

«Altrimenti era solo un capriccio»

A chi ha una canzone nel cassetto e pensa di non essere più in tempo, Brake risponde con la frase più diretta di tutta l'intervista:

«Bisogna fottersene. Se una cosa la vuoi davvero ci provi, almeno. Rischi. Altrimenti era solo un capriccio.»

Prima, però, consiglia di farsi una domanda: «Il testo che ho scritto, l'emozione che volevo trasferire, l'obiettivo che volevo raggiungere: ci sono arrivato o manca qualcosa? Se manca qualcosa, scavare un po' di più».

Cosa viene adesso

«Innamorato di un Alieno» esce venerdì 30 ottobre su tutte le piattaforme, prodotto da Rey Production.

La copertina di «Innamorato di un Alieno»: un uomo corre sotto la pioggia verso un disco volante

E non è un episodio isolato: «Me la sto godendo, perché comunque vada so che sarà un momento irripetibile vivere la prima pubblicazione del primo inedito. Però sono ansioso anche per il dopo. Abbiamo in programma varie uscite nei prossimi mesi. Alieno è solo l'inizio».

Il 2027, nei piani, sarà costellato di singoli fino all'album. «Io sono già al lavoro per il secondo album, per cui ne vedremo delle belle. Immagino.»

Pre-salva il brano

Autore

Seby Rey

Content creator e redattore del Magazine Rey Production.

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