C'è un momento, nella carriera di ogni artista, in cui il silenzio diventa una scelta. Per Madame — all'anagrafe Francesca Calearo — questo momento è durato tre anni. Ora la cantautrice vicentina torna con il suo terzo album in studio, “Disincanto”, disponibile dal 17 aprile 2026 per Sugar Music. Un disco che si misura con ciò che è accaduto in mezzo, dentro e fuori dalla musica.
Il terzo capitolo di un percorso in evoluzione
Madame aveva già lasciato un segno importante con “Madame” (2021) e “L'amore” (2023). Il nuovo lavoro si inserisce in questa traiettoria come il capitolo più diretto e meno mediato: 14 tracce che raccontano gli ultimi anni vissuti dall'artista, tra crescita personale e confronto con l'industria musicale. Il risultato è un disco che non cerca la sintesi facile ma preferisce le domande aperte.
Di cosa parla “Disincanto”
Il titolo è già una dichiarazione di intenti. Madame affronta temi come lo smarrimento, la rabbia, i conflitti interiori e una certa distanza critica dal “mondo dorato” dell'intrattenimento. Non è un diario lamentoso: è piuttosto un esercizio di lucidità, con uno sguardo che non risparmia nessuno — neppure chi scrive. In diverse interviste l'artista ha definito questo lavoro come un momento in cui l'arte torna a essere “divertimento e poesia” insieme: una doppia polarità che attraversa tutto il disco.
Produzione e collaborazioni
Sul fronte produzione, Madame è tornata a lavorare con Bias, il produttore multiplatino con cui ha firmato alcuni dei suoi brani più noti come “Il bene nel male”, “Marea” e “Tu mi hai capito”. Alla scrittura partecipa anche Luca Narducci, mentre sul fronte beat e arrangiamenti si affacciano Mr. Monkey, Lester Nowhere e Oddsphere. La lista dei featuring è altrettanto significativa: Marracash, Nerissima Serpe, Papa V e 6occia. Collaborazioni che ampliano il ventaglio stilistico del progetto senza snaturarne l'identità.
Perché questo disco conta
In una fase in cui molti progetti sembrano pensati per la durata di un reel, “Disincanto” si muove sul lungo periodo. Madame sceglie di mettersi in gioco, di usare la propria voce — nel senso letterale e figurato — come strumento di analisi più che di intrattenimento. Per chi segue la scena italiana contemporanea, è un ritorno atteso e, a giudicare dalle prime reazioni, capace di confermare il ruolo dell'artista come una delle penne più riconoscibili della sua generazione.