Santo Cavallaro, in arte Santo Chip, nasce ad Acireale (CT) il 26/01/1994. Cresce in una realtà vibrante, piena di suoni di strada, dialetti intrecciati e ritmi che scorrono veloci.
A soli 13 anni si imbatte nel mondo della musica urban: un incontro che cambia il suo modo di vedere e vivere tutto ciò che lo circonda. La breakdance diventa la prima fiamma artistica che accende la sua creatività, un linguaggio fatto di corpo, ritmo e istinto puro.
A 15 anni scopre un'altra forma di espressione: il freestyle. Inizia a improvvisare rime dietro i locali, tra amici, curiosi e luci al neon. È lì che capisce che la sua voce può trasformarsi in qualcosa di più. Poco dopo, spinto dall'urgenza di raccontarsi, mette mano alla penna e inizia a scrivere i primi brani.
Nello stesso anno pubblica il suo primo lavoro: AUTOSTIMATTIVAMIXTAPE, una raccolta di 15 tracce in cui sperimenta, esplora e gioca con idee musicali diverse.
La musica è il suo rifugio, è la sua rivincita. È la voce che gli permette di trasformare le cicatrici in strofe, le lacrime in melodie, la rabbia in ritmo. Quando scrive, non racconta solo sé stesso: racconta chi lotta, chi cade, chi si rialza.
Santo Cavallaro, in arte Santo Chip, nasce ad Acireale (CT) il 26/01/1994. Cresce in una realtà vibrante, piena di suoni di strada, dialetti intrecciati e ritmi che scorrono veloci.
A soli 13 anni si imbatte nel mondo della musica urban: un incontro che cambia il suo modo di vedere e vivere tutto ciò che lo circonda. La breakdance diventa la prima fiamma artistica che accende la sua creatività, un linguaggio fatto di corpo, ritmo e istinto puro.
A 15 anni scopre un'altra forma di espressione: il freestyle. Inizia a improvvisare rime dietro i locali, tra amici, curiosi e luci al neon. È lì che capisce che la sua voce può trasformarsi in qualcosa di più. Poco dopo, spinto dall'urgenza di raccontarsi, mette mano alla penna e inizia a scrivere i primi brani.
Nello stesso anno pubblica il suo primo lavoro: AUTOSTIMATTIVAMIXTAPE, una raccolta di 15 tracce in cui sperimenta, esplora e gioca con idee musicali diverse.
La musica è il suo rifugio, è la sua rivincita. È la voce che gli permette di trasformare le cicatrici in strofe, le lacrime in melodie, la rabbia in ritmo. Quando scrive, non racconta solo sé stesso: racconta chi lotta, chi cade, chi si rialza.